Distance learning

Nuovi strumenti tecnologici e normativi a supporto della didattica digitale

Nuovi strumenti tecnologici e normativi a supporto della didattica digitale

Con il Dpcm del 9 marzo 2020 sono state adottate ulteriori misure di emergenza Coronavirus per Scuola e Università, estendendo a tutto il Paese la sospensione delle attività didattiche fino al 3 aprile 2020.

Già con il precedente Dpcm del 4 marzo scorso è stata prevista la possibilità per i dirigenti scolastici di attivare modalità di didattica a distanza, con particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Anche le attività didattiche della formazione superiore sono sospese, fatta salva la possibilità di svolgere le attività formative a distanza, con modalità individuate dalle medesime Università e Istituzioni, anch’esse tenendo conto delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Mentre le Università sono subito partite con i propri strumenti e tecnologie, per la Scuola è stato necessario pubblicare due call per sostenere la cosiddetta distance-learning.

Un avviso è rivolto ai produttori di hardware e software per la scuola, l’altro a quelli di piattaforme di fruizione di materiali multimediali e assistenza alla community scolastica e piattaforme di collaborazione on- line.

Di metodologie ne possiamo riscontrare diverse: da Google for Education, Microsoft Education, Mooc, Bricks Lab e Flipped Classroom.

Tra i molti che si sono attivati c’è anche INDIRE, ente di ricerca vigilato dal Ministero che attraverso i progetti “Avanguardie educative” e “Piccole Scuole” fornisce webinar per formare gli insegnanti e per dare loro la possibilità di tenere delle video-lezioni.

Anche la Regione Sicilia ha lanciato la propria iniziativa #continualascuola promossa dall’Assessorato all’Istruzione e Formazione guidato dal prof. Lagalla.

Ad oggi gran parte dei docenti sembra pronto per lavorare con le nuove metodologie.

Intanto, la testata specialistica Tuttoscuola ha lanciato l’iniziativa #LaScuolaAiutalaScuola, creando gemellaggi tra istituti più in difficoltà e altri nelle condizioni di aiutare. A tale iniziativa hanno aderito anche delle imprese come ENI, Promethean e ADR Consulting fornendo gratuitamente le proprie soluzioni digitali.

Secondo i dati forniti da Tuttoscuola, con la chiusura degli istituti si perderebbero più di 23 milioni di ore considerando solo quelle entro il 15 marzo.

Invece, grazie a questi strumenti, già il 10% delle scuole sta recuperando attraverso lezioni da casa e le restanti stanno tentando di rimettersi in marcia e mantenere una continuità col lavoro svolto in aula.

Lascia un commento