Decreto Ristori e Ristori bis: gli aiuti per imprese e lavoratori interessati dalle nuove restrizioni

Con il Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, il cd. “Decreto Ristori”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 Ottobre e poi ampliato con il cd. “Decreto Ristori Bis” il 6 novembre, si introducono ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Con il Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, il cd. “Decreto Ristori”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 Ottobre e poi ampliato con il cd. “Decreto Ristori Bis” il 6 novembre, si introducono ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Durante la conferenza stampa il Presidente Conte ha ribadito che si tratta di “un decreto che vale complessivamente oltre 5 miliardi di euro che saranno utilizzati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie degli operatori economici e dei lavoratori che sono direttamente o indirettamente interessati dalle misure restrittive di questo ultimo Dpcm”.

Un provvedimento ad ampio raggio quindi, che coinvolge le imprese, i lavoratori e le famiglie.

Secondo il primo decreto, datato 28 Ottobre, è infatti riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite a determinati codici ATECO.

Beneficiarie del contributo saranno le imprese il cui ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato, mentre saranno esclusi i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

La procedura di attivazione sarà la stessa prevista dal “Decreto Rilancio” e già utilizzata dall’Agenzia delle Entrate prevedendo l’erogazione automatica, entro il 15 novembre, per chi ha già precedentemente presentato la domanda.

Il testo del Decreto Ristori Bis interviene con un ulteriore stanziamento di risorse, prevedendo un ampliamento delle categorie di attività beneficiarie e un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese che operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità.

Si prevede inoltre una nuova indennità una tantum, previa domanda entro il 30 novembre, per i lavoratori stagionali del turismo degli stabilimenti termali e dello spettacolo pari a 1000 euro.
Ai collaboratori sportivi, secondo i criteri già stabiliti dai decreti “Cura Italia”, “Rilancio” e “Agosto”, per il mese di novembre 2020, è erogata dalla società Sport e Salute S.p.A., un’indennità pari a 800 euro.

A sostegno di altri settori come la filiera agricola e il terzo settore è previsto un fondo straordinario in favore di quei soggetti che non rientrano tra i beneficiari del contributo a fondo perduto.

Sempre sul versante delle imprese è previsto un credito d’imposta sugli affitti commerciali pari al 60% dell’importo dovuto per i mesi di ottobre, novembre e dicembre nonché la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA.
Per le attività che operano nelle zone gialle sono sospesi i contributi previdenziali e assistenziali per il mese di novembre; per quelle delle zone arancioni e rosse, la sospensione è sia per novembre che per dicembre.

Rispetto alla Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, si prevede un’estensione di ulteriori 6 settimane da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di trattamento, così come previsto dal Decreto Agosto, e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche.

Per i lavoratori fragili impossibilitati a lavorare a causa dell’emergenza epidemiologica, il “Decreto Ristori Bis”, dietro apposita certificazione da parte del lavoratore riportante il periodo di prognosi e l’indicazione della condizione di fragilità, equipara le assenze fino al 15 ottobre alla degenza ospedaliera.

In tema di scuola invece, nelle regioni in cui si prevede la sospensione delle attività scolastiche nelle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado, con il “Decreto Ristori Bis” si stanzia un “bonus baby sitter” da 1.000 euro per i genitori lavoratori, sia dipendenti sia autonomi e, nel caso in cui la prestazione di lavoro non possa essere resa in modalità agile, il congedo straordinario con il riconoscimento di un’indennità pari al 50% della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti.

Il bonus si estende agli iscritti a scuole di ogni ordine e grado, in caso di figli con disabilità in situazione di gravità o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.

Una novità importante rispetto agli interventi precedenti è che il bonus non potrà essere utilizzato per le “prestazioni rese da familiari”.

La domanda dovrà essere presentata all’Inps e bisognerà essere in possesso del pin Inps o delle credenziali Spid.

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